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Mar
10
2010

La furbizia con il permesso di soggiorno

Scritto da Preve

I bari - Caravaggio

 

In uno dei tanti momenti della giornata in cui mi ritrovo a parlare con la mia immagine riflessa, mi è tornata alla mente una frase che disse un professore del mio istituto tecnico:
"è giusto che lo studente, se vuole, tenti di copiare, ma è dovere dell'insegnante cercare di impedirlo".
Forse nella realtà la frase era ancora piu' imperativa: "E' dovere dello studente copiare, ma è dovere dell'insegnante cercare di impedirlo".
No, non dicono la stessa cosa le due frasi.
Probabilmente chi mi conosce me l'avrà sentita pronunciare piu' volte e devo dire che son sempre stato d'accordo con tale affermazione, almeno fino a ora.

 



Perché il mio professore sosteneva che era "giusto"?
L'uomo ha sempre cercato di portare a sé vantaggi "imbrogliando" la natura e di esempi se ne possono fare a migliaia.
Inoltre ha sempre cercato "l'efficienza", termine che adattato al nostro ragionamento potrebbe essere "fare il meno possibile e ottenere il maggior risultato".
Nel nostro mondo attuale tale concetto viene considerato primario per la vita economica e son sicuro di non dover dire null'altro per spiegarlo.

Quindi, secondo una teoria che potremo definire "economica", anche il copiare verrebbe considerato giustificabile; ma non regolare, spiegando così anche il ruolo del "sorvegliante-controllore".
Pensiamo al famoso topolino che vuole prendere il formaggio perché ha fame e al gatto che deve difendere il formaggio.
E' giusto che il topo cerchi dei sotterfugi per prendere il formaggio, ma è giusto anche che il gatto tenti di impedirlo.

Penso di averla fin troppo sviscerata questa teoria.


D'un tratto l'illuminazione e qualcosa mi impedisce di essere ancora concorde con questa idea:

Se è vero che è essenziale ricercare l'efficienza è anche vero che l'uomo è un animale sociale (Seneca, non si dica mai che mi approprio delle frasi altrui) e quindi ha avuto, e ha tuttora, la necessità di imporsi delle regole.
Regole necessarie per impedire che le scorciatoie individuate dall'intelligenza umana, vadano a ledere, a creare un danno, alle persone che si trovano lungo il percorso.

Le regole oggi si chiamano leggi e cio' che tali scorciatoie ledono, sono i nostri diritti.
Diritto è un qualcosa che ci appartiene ed è qualcosa che per definizione è giusto.

Ma se il diritto è qualcosa che è giusto e quindi possiedo legittimamente, non è possibile che una scorciatoia, una furbata, lesiva del mio diritto, sia legittima.

Torniamo al discorso iniziale: "è giusto che uno studente copi...";
No, non è giusto.
Vi sono delle regole e vanno rispettate, non perché me lo impone la legge, ma perché sono state pensate per permettere una sana e felice convivenza (o competizione a seconda della situazione) in un mondo costituito da molte persone che si relazionano tra loro.
E' giusto vincere a monopoli barando? No, perché gli altri giocatori perderebbero ingiustamente e per questo si arrabbierebbero.

Viviamo in una società che tenta in tutti i modi, dalla politica all'economia, di legittimare la furbizia e (almeno nei miei confronti) ci stanno riuscendo se per tutto questo tempo non mi sono accorto che quella frase riportata all'inizio non poteva essere giusta.

Se un imprenditore si arricchisce con qualche furbizia, viene acclamato dalla gente; peggio viene stimato e ammirato perché lui è riuscito ad ottenere qualcosa di importante dalla vita.

Ma come possiamo pensare così? Rileggetevi l'esempio del Monopoli; questa è la stessa situazione: non è che sia sbagliato perché ha fatto il furbo; è sbagliato perché non rispettando le regole ha impedito una sana competizione alla pari con altri e quindi ha impedito che vincesse il piu' abile.
Se credete all'evoluzione darwiniana, cio' impedisce l'evoluzione della specie piu' abile a favore di quella piu' furba (che non è detto sia la migliore, a differenza di quella piu' abile che è certamente la migliore).

Qualcuno potrebbe osservare che andrebbe fatto un ragionamento sulla bontà delle regole;
giustissimo! ma non farà cambiare il risultato:
L'ingiustizia della regola, se tutti i concorrenti giocassero ad armi pari, farebbe in modo che chi risultasse il piu' abile lo sarebbe ancor di piu', perché sarebbe riuscito ad emergere nonostante le ulteriori difficoltà imposte dalle regole.

INIZIO AGGIUNTA

L'articolo finiva piu' o meno qui, ma ho pensato di aggiungere un esempio (che credo sia importante leggere) per coloro che ancora pensassero che il mondo è per i furbi e sia giusto così:

Viviamo nello stato di Melosonoappenainventato e nell'ospedale della capitale devono assumere l'autista di ambulanza.
Vi sono due aspiranti (Onesto e Meneinfischio), e quindi si decide di fare una gara in auto in un percorso che simula un normale tratto stradale.
Vince chi arriva piu' velocemente al punto prefissato.
Scopo è ovviamente capire chi guida piu' velocemente e abilmente nel traffico cittadino.
Meneinfischio è preoccupato perché odia correre e non supera per nessun motivo i settanta chilometri orari.
Nella notte precedente la prova, Meneinfischio riesce ad introdursi di soppiatto nel luogo della gara e scopre una scorciatoia.
Inutile dire che nonostante la sua abilità alla Schumacher, Onesto non riesce a vincere e quindi Meneinfischio ottiene il posto.

Sfortuna vuole che un giorno, il vostro carissimo amico Stosemprebene si senta male: un infarto grave e solo una corsa velocissima all'ospedale puo' salvarlo.
Purtroppo, per il vostro amico e anche per voi, l'ambulanza vien guidata da Meneinfischio...


FINE AGGIUNTA


Ho solo accennato a delle conclusioni, ma il discorso dovrebbe proseguire.
Preferisco lasciare a voi la continuazione del ragionamento e se qualcuno non fosse d'accordo, saro' felicissimo di confrontarmi su questo tema.
Come al solito vi invito a scrivere un commento qui sotto.
Farlo è semplicissimo.

Ciao da Preve
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