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Maipremiatacoppia

Mai premiata coppia dal 2001

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Apr
08
2010

Fenomenologia delle serie TV

Scritto da vale

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friends120

Prendo spunto dalla nostra recente passione per una delle serie tv americane più famose al mondo: Friends.

Sicuramente è uno dei telefilm più conosciuti degli ultimi anni,  piace molto perché è riuscito ad inserire in uno schema molto semplice (6 amici che condividono gioie e dolori) l’ironia ed una comicità lieve, che di sicuro attira anche le persone che (come la mia dolce metà) non amano le soap. Stiamo riguardando tutte le puntate poco alla volta, e penso non riusciremo a smettere fino a che non le avremo finite tutte (per fortuna hanno interrotto la serie!). Ovviamente “Friends”  ha moltissime cose in comune con i suoi predecessori millenari, stile Dallas o Beautiful, specialmente quando le puntate iniziano ad essere molte, e lo sceneggiatore sembra non avere più idee se non fare innamorare a turno l’uno dell’altro.


Detto questo, mi domando spesso come mai a queste serie ci si appassioni così tanto: cosa ci sarà di tanto intrigante nelle storie di persone inventate, che non esistono, e che comunque non incontreremo mai?
Mi sono data alcune risposte, partendo dall’idea che l’uomo ha sempre avuto un bisogno ”atavico” come direbbe qualcuno, di ascoltare storie, di sentire quelle degli altri e raccontare le proprie. Guardando i nostri eroi in miniatura sullo schermo in qualche modo vediamo la nostra vita scorrere, ci appassioniamo alle loro vicende perché potrebbero anche essere le nostre, seppur ingigantite e trasformate dalla fantasia. È molto liberatorio vedere i problemi di altre persone che si risolvono, persone che fanno figli e si innamorano, soffrono e ridono mentre noi li osserviamo dal divano.


Il bisogno di sapere “come va a finire” fa parte della curiosità propria dell’uomo, quella che ci porta a fare cose sbagliate solo per il gusto di vedere cosa succederà, o che ci porta a spostarci per scoprire un mondo diverso dal nostro. Un libro che mi è piaciuto molto portava avanti l’idea che gli sceneggiatori dei telefilm non si sono inventati proprio niente, perché lo schema narrativo utilizzato è molto più antico di quello che si pensa. Dopotutto i testi che vengono considerato la testimonianza più antica della letteratura mondiale, l’Iliade e l’Odissea, cos’altro sono se non una saga di uomini e mondi, della lotta per la salvezza della propria famiglia e le persone care, e il viaggio alla scoperta di mondi sconosciuti, per arrivare in realtà alla scoperta di noi stessi?
Il mondo classico mi ha sempre affascinata molto, perché si riscopre, nella semplicità di molte storie ed affermazioni, che tutto quello che ci è stato costruito sopra successivamente non sono altro che castelli, ma l’idea principale rimane quella di partenza, salda al centro di tutti i pensieri.


Mi piace pensare al perché le cose vengono fatte, e in questo caso io credo che il relax assoluto che ci da il mettersi davanti ad un televisore per seguire giorno dopo giorno le storie di mondi distanti dai nostri colmi il nostro bisogno di conoscenza in un certo senso, e ci da quel distacco per vedere che anche i nostri problemi, tutto sommato, potrebbero trovare facilmente una soluzione, come succede sullo schermo..


Vale

Commenti 

 
0 #1 preve 2010-04-08 19:22
clap clap.

Davvero complimenti per l'articolo.
Citazione
 
 
+1 #2 valentina 2010-06-08 07:49
a valentina piace molto questo elemento!!! :lol:
a quando i prossimi 10 anni di friends??
Citazione
 
 
0 #3 preve D.O.C. 2010-06-08 10:41
Citazione valentina:
a valentina piace molto questo elemento!!! :lol:
a quando i prossimi 10 anni di friends??


D'accordissimo, anche se è rimasta delusa dal finale!
Citazione
 
 
0 #4 vale 2010-06-14 10:33
si, in effetti l'ultima serie e poi il finale lasciava abbastanza a desiderare...
Citazione
 
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