Referendum e la giusta informazione
Scritto da Preve

Prendo come spunto per questo articolo, il commento fattomi qualche giorno fa a un articolo del 2009 in materia di nucleare in Italia (ecco il link).
Un articolo che, devo ammettere, riletto ora mi piace poco, ma ne comprendo l'eccesiva emotività contestualizzandolo ai discorsi pubblici di quel periodo. L'articolo voleva dare un certo tipo di informazione e fare una forte provocazione.
Post scriptum:
L'articolo è lungo, ma ne ho approfittato per spiegare in modo semplice quali sono i quesiti del referendum, quindi spero che leggiate almeno la seconda parte.
Il referendum che si svolgerà ormai tra pochi giorni appaga solo in parte la richiesta di quell'articolo di un referendum consultivo sul nucleare poichè ritengo che un referendum abrogativo abbia tuttaltro spessore rispetto a quello consultivo. Il potere politico ha perso la grande occasione di inviare un forte messaggio di democrazia, ovvero di ricordare al popolo che il potere è suo e che la politica è solo ambasciatrice della sua volontà. E lo poteva fare proprio con un argomento come il nucleare, dove la sfera emotiva può, a ragione, essere il vero spartiacque per un argomento che alla pari ha argomentazioni in favore e a sfavore. Questo non sarebbe opportuno in altre ciscostanze come ad esempio la giustizia, dove il popolo infiammato dalla naturale voglia di vendetta e non di giustizia, non avrebbe le capacità di discernere l'emotività dalla razionalità e sarebbe inoltre incapace di vederne gli effetti o i benefici nel lungo termine.
Ma il commento ispiratore mi chiedeva qualcos'altro. Mi chiedeva (quale onore) una buona idea per diffondere la conoscenza del referendum che verrà e che non tratta solo di nucleare ma di molti importanti argomenti. E' ormai incontestabile che per motivi, diciamo bonariamente, sconosciuti coloro che dovrebbero informare, non lo faranno. Negli ultimi giorni probabilmente si comincerà a parlarne in modo tale che nessuno possa rinfacciare di non aver fatto informazione, ma sarà poco più di una presa in giro: è come lo studente che prepara l'esame una settimana prima; forse riuscirà a superarlo, ma di certo non avrà realizzato lo scopo principe che quell'esame, ovvero imparare. C'è stata quindi una chiamata alle armi del popolo internet, ma secondo me ci sono due errori di fondo: ormai chiunque navighi nel web è a conoscenza del referendum e questo puo' essere bello, ma si dimentica che il popolo del doppino non è che, ancora, una minoranza e di questo una bella fetta è costituita da minorenni che non potranno votare. Certo, informeranno i genitori, ma con forti limitazioni che preferisco non approfondire per non dilungarmi ancor di più di quel che già sto facendo. Il secondo errore, dal mio punto di vista, è di metodo; tutte le email per il referendum che mi giungono sono politicizzate anche se inconsciamente. Facendo così si fa passare il messaggio che si debba votare SI se si è di sinistra o se si odia Berlusconi (ricordo a questi geni che si deve raggiungere il quorum di circa 25 milioni di elettori). Ma questo non è un referendum politico. Quì si tratta di quesiti tecnici a cui si chiede di dare una risposta e quindi è necessario fare informazione; spiegare cosa chiede il referendum. Credo che questo sarebbe piu' che sufficiente per convincere molte persone.
Mi si chiedeva una buona idea: piu' che inviare email, messaggini, informare amici e parenti, non vedo cosa si possa fare, a meno che qualche sponsor non paghi spazi pubblicitari per informare. Ma è nel metodo che vorrei ribadire cosa ritengo sia opportuno fare. Usiamo l'esempio della email: io penso che si potrebbe inviare due tipi di contenuti.
I) il primo sarebbe quello per i piu' pigri, ma comunque di grande efficacia e dovrebbe essere ciclico (cioè inviarlo ogni settimana fino al referendum): "Caro amico/a, il 12 e il 13 giugno c'è il referendum. Ricordati di andare a votare: è un tuo diritto, ma è anche un tuo dovere. Cinque minuti per realizzare quello che per secoli è stato solo un sogno, una speranza per cui morire. Cosa votare, non spetta a me dirlo."
II) il secondo potrebbe essere piu' o meno uguale, pero' si potrebbe aggiungere i temi trattati nel referendum: "Caro amico/a, il 12 e il 13 giugno siamo finalmente chiamati ad esprimere il nostro parere. Sento spesso criticare che i politici fanno quello che vogliono, promettono e non mantengono, ma si dimenticano che sono li perchè Noi li abbiamo votati. Ecco, è giunto il momento di ricordarglielo. Vai a votare per dire: non sarò la persona piu' intelligente del mondo, ma anch'io so pensare, anch'io ho un'opinione frutto della mia esperienza, anch'io ho qualcosa da dire. Oggi la dico. Il referendum chiede cosa ne pensiamo, e vogliamo, noi cittadini su quattro argomenti:
1) La prima domanda del referendum riguarda l'acqua ed è contenuta nelle scheda di colore rossa. Chiedono se vogliamo abrogare, cioè cancellare la legge che prevede l'affidamento della gestione dell'acqua pubblica (anche quella che ci entra in casa) ad aziende private che come tali lo faranno per guadagnarci e non per offrire una servizio (questo è un dato di fatto, non una opinione);
2) La seconda domanda riguarda un altro aspetto dell'acqua ed è contenuta nella scheda gialla. Si chiede se si vuole abrogare una parte di un articolo che prevede una percentuale di ricarico sulla bolletta, in base agli investimenti effettuati dall'azienda. Cosa che potrebbe essere giusta se non fosse che è scollegata dai miglioramenti futuri. Cioè tali somme vengono intascate e non necessariamente utilizzate per il miglioramento o almeno la gestione dei servizi sull'acqua pubblica.
3) La terza domanda riguarda il nucleare ed è contenuta nella scheda grigia. Chiede se si vuole cancellare la legge che autorizza la costruzione di centrali nucleari in Italia.
4) La quarta e ultima domanda riguarda il legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri ed è contenuto nella scheda verde. Chiede se si vuole cancellare la legge che permette al Presidente del consiglio di non andare in tribunale a causa dei suoi impegni. Ricordo che se tu avessi un lavoro urgente da finire entro la settimana e ti chiedessero di presentarti in tribunale, o di pagare una bolletta entro una certa scadenza, Tu non potresti dire: “non ho tempo, vengo la settimana prossima”. La legge deve essere uguale per tutti.
Se vuoi cancellare gli effetti di queste leggi vota SI. Se le vuoi mantenere vota NO. Non devi rispondere a tutte SI o a tutte NO. Puoi decidere diversamente per ogni quesito. Ma vai a votare. Fallo per te."
Questa è la mia idea: una email informativa. Ho aggiunto qualche commento (che si può anche togliere per renderla il più neutrale possibile) ma sono commenti oggettivi, cioè che danno informazioni inconfutabili. Se siete pigri e vi piace la mia idea di diffusione, copiatela e incollatela nella vostra email e speditela (magari potreste mettere un link per farci conoscere, ma non è obbligatorio...). Ciò che più mi preme non è l'esito, ma che il referendum raggiunga il quorum, cioè che vada a votare il 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Perchè il referendum è la piu' grande espressione del potere del popolo di prendere delle decisioni. In questi tempi, forse anche piu' delle elezioni politiche.
Andate a votare perchè è l'intelletto che ci distingue dagli animali (forse...
)
Ciao da Preve
