la letteratura russa nel cuore
Scritto da Vale

Riflettevo sul fatto che a volte non si vuole leggere libri di una determinata nazionalità per puro pregiudizio sullo stile, sulla forma o sul tipo di racconti che una cultura diversa può offrire.
In particolare, capita che molte persone che conosco siano spaventate dalla letteratura russa, dai grandi tomi voluminosi, dalla difficoltà della scrittura. Senza motivo, a mio parere. Perché se iniziamo a scoprire i libri russi, specialmente Dostoevskji, credo l’autore che preferisco fra tutti, scopriamo che la mole di quei libri può esser la migliore amica di periodi bui, o magari sono proprio le pagine dei libri che ci portano ad approfondire, a scoprire qualcosa di noi stessi che ancora non sapevamo.
Credo che nessuno come Dostoevskji appunto, o Tolstoj, abbia saputo scavare dentro l’animo umano per estrarne il meglio e il peggio, la più miserabile bassezza e l’elevazione più ardita.
La scrittura può non piacere al primo impatto, i russi hanno uno stile peculiare, come qualunque altro scrittore di nazionalità diversa dalla nostra.. amano i dettagli, la descrizione particolareggiata, l’enfasi. Ma superata una prima comprensibile sorpresa, o anche noia, si capisce di essere all’inizio di un viaggio alla scoperta di mondi sconosciuti, geografici e dell’animo umano.
Non si può dire di aver vissuto una vera esperienza senza aver letto “I fratelli Karamazov”, o “Delitto e castigo”, perché si ha l’impressione leggendoli che tutto quello che di fondo avevamo intuito sull’uomo sia tutto lì, racchiuso nelle frasi del romanzo.
C’è chi mi dice che leggere i romanzi non serve perché è solo un passatempo, si leggono storie inventate da altri per il nostro diletto. Io credo invece che i romanzi, ed i grandi romanzi in particolare, specialmente se scritti da animi tormentati, siano la chiave anche del nostro animo, siano quel qualcosa che ci dischiude al mondo e a noi stessi, aiutandoci a capire cosa siamo veramente, e ad affrontare riflessioni anche pericolose se le avessimo fatte soli.
Quante volte i libri sono stati compagni di “sventura”, in periodi bui in cui ogni pagina mi sembrava un riferimento alla mia vita, ed ogni riga mi aiutava anche a capire cosa c’era che non andava, e che cosa stavo evitando di affrontare!
ciao da Vale
P.s. Ci sarebbe molto da approfondire su questo argomento e sui singoli scrittori russi, compresi tutti quelli che non ho citato, e sicuramente lo farò in futuro, ma non era questo lo scopo del mio articolo oggi. Spero di avervi dato uno spunto, e come sempre vi invito a commentare e a contraddire!
- 30/08/2011 07:24 - "Perfetto" fascista
- 25/03/2011 08:16 - parole sugli argini
- 17/02/2011 15:23 - ..aspettando Godot!
- 23/12/2010 15:53 - Natale è
