Anello fluviale di Padova
Scritto da Preve

Credits immagine: www.piste-ciclabili.com
Vi raccontiamo di un magnifico percorso ciclabile che circonda la città di Padova: l’anello fluviale di Padova
Qualche settimana fa, siamo riusciti a organizzare una escursione in bici con degli amici e non essendo ancora arrivato il caldo, volevamo restare nelle nostre zone dove la temperatura era più accettabile. Dico questo perché ora che il gran caldo è arrivato, consiglierei percorsi più freschi come quelli nella Valsugana (leggete questo articolo). Ciò non toglie che per i più temerari, o per gli altri non appena giungesse un po' di clemenza dal caldo, il percorso in parola è davvero tra i più belli della zona. Non si può negare infatti che al di là del paesaggio, sia uno dei pochi percorsi di una certa lunghezza ad essere non solo quasi interamente su pista ciclabile, ma anche posizionato lontano dalle strade e dal frastuono delle auto. Il percorso come suggerisce il termine “fluviale”, sfrutta gli argini dei principali corsi d’acqua che circondano Padova (Bacchiglione, Brenta, il Canale Piovego e il Canale Brentella), e si tratta di un percorso di 45 km principalmente in terra battuta e ghiaia, a volte percorribile con due bici affiancate, altre volte limitandosi a uno stretto sentiero da percorrere in fila indiana.
Essendo un anello, il percorso non ha un inizio e una fine, ma può essere cominciato in qualunque punto. Unico suggerimento lo potremo dare nel caso lo si voglia percorrere in relax con tanto di pausa pranzo: in questo caso è necessario dire che il punto ideale per una pausa in mezzo all’erba e con tanto di possibile ombra lo si trova tra Limena e Pontevigodarzere, ovvero, sfruttando la cartina di piste-ciclabili.com che trovate all’inizio dell’articolo, tra il punto D e E; perciò sarebbe consigliabile iniziare dal punto A e seguire il percorso in senso orario. Abbiamo osservato che, anche se forse meno belli, vi sono degli spiazzi di erba all’ombra nella zona che circonda il punto B e quindi per chi volesse partire dal nord di Padova, suggeriremmo questo punto per il ristoro.
L’articolo prosegue con una descrizione abbastanza dettagliata del percorso e come potrete facilmente scorgere con lo sguardo, è piuttosto lungo. Questo per aiutare le persone nei vari punti che potrebbero far sorgere non pochi dubbi nel giusto percorso da prendere e per avvisare di alcuni punti pericolosi soprattutto per i più piccoli. Alla fine un giudizio complessivo sul percorso.
Per sfruttare quanto poc’anzi detto, nonostante la zona a nord fosse più vicina, abbiamo cominciato da poco prima del punto A (zona Camin) e pedalato in senso orario. Facendo così, la prima parte non entusiasma perché oltre alla bellezza del Canale Piovego, si è circondati da fabbriche: si sta infatti attraversando la zona industriale, ma così facendo ci si porta subito alle spalle l’unica breve parte brutta del percorso. In questa tratta, considerando il senso orario (ed ora in poi non lo specificherò più), si percorre l’argine sinistro. Prima di giungere al punto A il fiume si biforca e l’argine segue la biforcazione a sinistra. Dopo aver curvato incontrerete quasi subito un ponte: questo è il momento di attraversare il fiume e di raggiungere la sponda destra che verrà mantenuta per un bel pezzo (siamo al punto A). Poco dopo l’argine diventa molto ghiaioso e molto affollato: è la zona di ristoro dal cemento per i Padovani e qui troverete anche una zona sfruttata come spiaggia e punto di attracco per le barche (c’è anche un classico bar da spiaggia).
Terminata questa parte il fiume comincia a curvare un po’ a destra per poi effettuare una curva secca a sinistra; poco prima vi troverete sulla sinistra un bel ponte coperto riservato a bici e pedoni: dovrete attraversarlo e appena giunti dall’altra parte la ciclabile scende per passare sotto l’imbocco di un ponte stradale per poi risalire immediatamente seguendo la curva secca a sinistra del fiume di cui vi parlavamo poc’anzi (siamo al punto B). Continuando vi troverete ad un semaforo con un ponte sulla destra (un po’ bruttino per le bici come incrocio): lasciate stare il ponte e proseguite ancora un po’ e dopo qualche metro troverete un ponte bianco riservato a bici e pedoni. Questo lo dovrete attraversare per tornare nella sponda destra. Ora il percorso abbandona il paesaggio cittadino per inoltrarsi temporaneamente nella campagna e dopo poco abbandona anche la ghiaia per immettersi in una strada asfaltata percorsa anche dalle auto, ma non molto trafficata. La strada poi ritorna ad essere di ghiaia e riservata alle biciclette: dopo un po’ il percorso viene attraversato da una strada, ma se osservate alla vostra sinistra troverete una discesa (una specie di tornante) che conduce ad un sottopasso. Ancora più avanti il percorso si scontra con un’altra strada e questa volta dovrete attraversarla (attenzione perché trafficata) e poi girare a destra (siamo al punto C). Pochi metri più avanti incontrerete sulla sinistra un parchetto sotto degli alberi e una stradina asfaltata; imboccatela e proseguite per questa strada. Questa ad un tratto farà una curva di 90° a destra e un po’ dopo dovrete porre attenzione perché dovreste vedere sulla vostra sinistra una pista ciclabile che si immette nella strada che state percorrendo e un sottopassaggio: attraversato il sottopassaggio la ciclabile diventa un marciapiede che dovrete percorrere attraversando un paese. Qui, soprattutto per chi ha bambini è meglio porre un po’ di attenzione. Appena usciti dal gruppo di case vedrete che sulla sinistra si immette una grande strada: in realtà siete in una grande rotonda, ma la sua forma ovale potrebbe renderne difficile l’identificazione. Comunque proseguite sulla ciclabile fino a quando vedrete che dalla rotonda parte una strada che passa sotto ad un cavalcavia: imboccatela anche voi, ma dal lato sinistro (della strada) che è dotato di pista ciclabile e dopo pochi metri vedrete che la strada principale svolta a destra, ma voi proseguirete dritto per la stradina che si infila sotto ad un boschetto. Qui la ciclabile torna ad essere ghiaiosa e vi sono anche panchine dove riposarsi. Alla fine del boschetto (siamo al punto D) il percorso torna a essere asfaltato fino a quando si incrocia la strada principale di Limena. Attraversate la strada (siamo sempre nella sponda destra) e vi troverete davanti due strutture che attraversano il fiume: sono i Coldelloni di Limena costruiti nel 1300 per impedire al Brenta in piena di riversare troppa acqua nel Canale Brentella . Attraversato il secondo Coldellone (che però si chiama “primo Coldellone”) la strada curva a destra. Subito in curva troverete una piccola stradina che scende sulla sinistra e ovviamente dovrete imboccarla. Qui siete in un piccolo boschetto dove la strada si dirama, ma potrete prendere qualsiasi di queste stradine poiché conducono tutte nello stesso posto sull’argine. Al termine del parco vedrete sulla vostra sinistra una bella cascata (artificiale) che oltre a concedere un po’ di riposo vi avverte che siete giunti sulle rive del Brenta.
Per la pausa pranzo, se non siete amanti dell’ambiente selvaggio, potrete fermarvi su questo parchetto che è dotato di tavole e panchine, ma che spesso è fin troppo affollato oppure proseguire ancora per poco: l’argine prosegue ancora un po’ incrociando un ponte; qui attraverserete la strada per raggiungere l’attraversamento ciclabile e superato il ponte vi ritroverete nella sponda sinistra. Proseguendo ancora per un centinaio di metri, noterete che l’argine si distanzia dal fiume creando uno spiazzo a ridosso del fiume dove potrete sostare per il pranzo. Se vi trovaste a percorrere per queste zone una seconda volta, potreste, per cambiare, non attraversare il ponte citato poche righe più sopra e rimanere nella sponda destra. Molto carino, ma meno ombroso, più stretto e senza spazi per soste pic-nic.
Tornando alla nostra sponda sinistra, non appena il percorso diventa molto coperto dagli alberi, potrete notare ad un certo punto una larga discesa sulla vostra sinistra: qui è possibile fare una piccola deviazione interessante poiché al termine della discesa vi è la Certosa di Vigodarzere, un ex monastero certosino molto bello da osservare ma ancora per poco perché a breve vi costruiranno attorno una “magnifica” zona residenziale. Ritornati al nostro argine la strada ad un tratto sbatterà contro la ferrovia, ma sulla vostra destra potrete vedere un sottopasso sterrato. Attenzione soprattutto nella risalita perché vi sono dei piccoli massi sporgenti che potrebbero farvi cadere. Poco più avanti incontrerete una strada: siete a Pontevigodarzere (punto E). Qui vi sono due possibilità:
1) attraversare la strada e proseguire per la sponda sinistra. Appena terminata la piccola tratta sterrata troverete una fontana per rifornirvi di acqua. Poi attraverserete il ponte con le sponde di legno e prenderete la strada sulla destra che parte dalla curva (insomma, continuate a costeggiare il fiume). Dopo un po’ tornerà ad essere di sterrato.
2) attraversate la strada e il ponte in modo da spostarsi sulla sponda destra. La strada sarà inizialmente di asfalto ma dopo un paio di metri vedrete una rampa di ghiaia che scende verso il fiume; prendetela e proseguite per qualche chilometro fino a quando troverete una passerella ciclabile: attraversatela e tornate nella sponda sinistra.
Indipendentemente dal percorso scelto, all’altezza della passerella sarete comunque sulla sponda sinistra; proseguite fino a quando troverete un sottopassaggio di cemento abbastanza buio. Appena lo avrete attraversato il percorso si interseca con un altro bello stradone. Dall’altra parte della strada troverete un prefabbricato (penso sia un negozio di frutta e verdura): proseguite! (lo scrivo perché il percorso inizialmente sembra abbandonato e può destare qualche dubbio).
In questa tratta un unico avvertimento: passerete dopo un po’ sotto ad un ponte (credo dell’autostrada) e per fare questo la stradina scende ripida, ma a causa del buio creato dal ponte potreste non vedere bene: attenzione soprattutto per i bambini perché la stradina affianca pericolosamente il fiume e scendendo rapidamente si potrebbe… finire in acqua!
Subito dopo il passaggio sotto al ponte la strada risale ripidamente sull’argine. Dopo qualche chilometro il percorso si interseca con una strada: di fronte a voi vedrete un’altra strada e in lontananza delle chiuse. Siete a Strà e al punto F; attraversate la strada e girate subito a destra per il ponte. Vi troverete ad un semaforo: basta attraversare la strada e proseguire per il percorso di ghiaia (siete sulla sponda destra del Canale Piovego). Siamo praticamente giunti al termine. Ad un certo punto incontrerete una chiusa con passerella che andrete a percorrere per spostarvi sulla sponda sinistra. Percorrete pochi metri e la strada svolterà a sinistra ma voi dovrete andare dritti nella strada che parte dalla curva. Così facendo abbiamo chiuso il cerchio.
Il percorso è davvero bello, con una elevata varietà di paesaggi ad esclusione dei corsi d’acqua che ci faranno da guida. E’ adatto a tutti e non vi è quasi nessuna difficoltà per chi avesse il carrello porta bambini. Poche le fontane e per un buon 60% soleggiato ma con ottime e lunghe tratte di ombra refrigerante. Come dicevo all’inizio è forse da evitare nei periodi di maggior calore. Infine il percorso è praticabile tranquillamente anche d’inverno (nella tratta Limena-Pontevigodarzere forse è meglio la sponda destra perché con pochi alberi). Un’esperienza assolutamente da provare e da ripetere.
Vi rimandiamo al sito piste-ciclabili.com (clicca qui) per i dettagli tecnici e per poter visualizzare ingrandimenti del percorso.
Ciao da Preve

Commenti
Non fatevi ingannare però: il percorso è davvero bello