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Maipremiatacoppia

Mai premiata coppia dal 2001

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Dic
17
2009

Lolita

Scritto da Vale

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”

Titolo: Lolita

Autore: Vladimir Nabokov

Edizione: Adelphi, 1996

Pagine: 395


 

Un libro difficile, che al momento della pubblicazione (nel 1955) ha destato un grande scandalo, e che anche ora secondo me resta un libro duro. Finire di leggerlo è stato abbastanza faticoso, ma ho deciso di non fermarmi alla prima impressione, e di cercare di analizzare più a fondo il senso che l’autore voleva restituire. Ammetto che alcuni argomenti sono per me un po’ ostici, perché ci sono situazioni, atteggiamenti ed azioni che la mia mente non riesce a spiegare, comprendere e giustificare.

La storia è il racconto dettagliato di Humbert Humbert, che dal carcere racconta in modo assolutamente cinico e ironico la storia della sua perversione, la passione stravolgente per quelle che lui chiama “ninfette”, che trova realizzazione ed epilogo in Dolores Haze, detta Lola, Lo, Lolita.. In un vortice che egli stesso all’inizio non riesce a controllare e non premedita, sposa una donna solo per restare con la figlia.

La donna muore per un caso fortuito e Humbert si ritrova solo con la sua “preda”, che porta in viaggio per l’America per quasi un anno, rendendola la sua amante nonostante abbia solo 12 anni. Negli alberghi per automobilisti, nei prati in montagna, lungo le strade enormi e deserte in cui per lungo tempo i due viaggiano, la ragazzina si trasforma in amante-padrona, con tutti i capricci e l’incostanza di una bambina, e con tutta la disperazione della situazione, e l’impossibilità di fuggire per paura di ritrovarsi sola al mondo. Lolita è protagonista quanto il paesaggio americano, descritto attraverso gli sgardi degli amanti.

La storia non ci da giudizi morali sul protagonista, lasciando intendere che quanto H.H. circuisce la ragazzina, tanto lei è curiosa e pronta a stare a quel gioco sporco. È solamente quando si rende conto di essere invischiata in un rapporto morboso che fugge con un altro, lasciandolo solo. Ella non nutre però rancore per quest’uomo, che le ha spezzato la vita, ma tutto sommato non il cuore. Il finale è plateale e romanzesco, ma non tragico perché la piatta personalità di H.H. toglie ogni accenno drammatico.

Su questo tema ho avuto la fortuna di assistere ad una illuminante lezione del prof. Scarpati (*) sulla difesa del minore dallo sfruttamento sessuale. Senza puntualizzare su argomenti che sono stati devo dire dolorosi per me, un pedofilo non è un sadico, ma ama i bambini esattamente come un uomo può amare una donna. È seduttivo, non cattivo, non ha rapporti perché vuole far male, e per questo diventa una persona irreperibile. Nella descrizione in prima persona di quest’uomo si capisce che l’autore ha colto il centro del problema: dall’esterno Humbert è un europeo di tutto rispetto, uomo colto, all’antica, rispettato cittadino.

Ritenuto scandaloso nonostante non ci siano scene esplicite o parole scabrose, ma solamente accenni e sogni, ed un’atmosfera quasi nebulosa che avvolge tutto il racconto di quest’uomo, che non appare solo carnefice, ma spesso vittima del volere di una bambinetta-amante. Non è un libro volgare, ma ancora attuale nella sua natura. Non si riesce alla fine a definirlo un mostro, perché anche la sua sofferenza viene pienamente espressa. Non c’è bisogno di esplicitare per rendere lo squallore della vita di Humbert Humbert, e la sua disperazione che lo rende solo più patetico e deprimente.

Lolita non è un libro che vuole insegnare qualcosa, né racconta qualcosa di nuovo, ma penso riesca ad andare a fondo della psicologia di un uomo, certamente maniaco e pervertito, una persona che nessuno potrebbe giustificare  o perdonare, ma l’autore ce ne fa vedere anche la triste umanità e solitudine estrema.

Vale

(*)Avvocato, professore universitario e presidente di ECPAT Italia, associazione internazionale che lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori.

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Commenti 

 
0 #1 Preve 2009-12-17 15:36
Ne ho sempre sentito parlare. Ora so di cosa si tratta. Argomenti davvero difficili da trattare.
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