Apr
21
2010
Jane Eyre
Scritto da Vale

Jane Eyre è uno dei più bei personaggi femminili della letteratura dell’ottocento, una storia d’amore straordinaria che cattura ed emoziona.
Adoro i testi di epoca vittoriana come questo perché li trovo estremamente rilassanti. Ai non amanti del genere (soprattutto uomini) potranno sembrare di una noia mortale, perché nonostante le vicissitudini diverse e intricate delle protagoniste la trama è sempre più o meno la stessa: una ragazza non bellissima, o in qualche modo svantaggiata per via della famiglia, denaro o altro, riesce però a sposare l’uomo che ama e ad avere una sua vita e una posizione sociale. È davvero bello seguire tutte le disavventure con in qualche modo la sicurezza che finirà bene.
Adoro i testi di epoca vittoriana come questo perché li trovo estremamente rilassanti. Ai non amanti del genere (soprattutto uomini) potranno sembrare di una noia mortale, perché nonostante le vicissitudini diverse e intricate delle protagoniste la trama è sempre più o meno la stessa: una ragazza non bellissima, o in qualche modo svantaggiata per via della famiglia, denaro o altro, riesce però a sposare l’uomo che ama e ad avere una sua vita e una posizione sociale. È davvero bello seguire tutte le disavventure con in qualche modo la sicurezza che finirà bene.
Jane Eyre non fa eccezione alla descrizione appena fatta, è un’antieroina dato che non è bella e ricca, ma è dotata di una vivida intelligenza che la aiuterà a destreggiarsi nella società in cui vive. Molte persone parlano di anticonformismo, ma non sono molto d’accordo, dato che Jane vive in un clima ancora intriso di romanticismo, i metri di misura con i quali si confronta sono quelli della rispettabilità, del conformismo religioso, e del modo di fare borghese. Non rifiuta il mondo in cui vive ritenendolo sbagliato, rifiuta solo le persone che si comportano in modo spietato e diventano quindi degli esempi di come si possa essere crudeli pur proclamandosi brave persone, cristiani retti ed esempi da seguire.
La trama è la seguente, a grandi linee: la piccola Jane, rimasta orfana, vive in casa della zia, che la tratta come una serva. La bambina passa poi tutti gli anni della sua adolescenza al collegio di Lowood, dove nonostante le privazioni, le cattiverie ed il clima austero e severo riesce a diventare insegnante. Diventa poi istitutrice di una bambina presso la casa di un ricco signore, Mr. Rochester, di cui si innamora nonostante l’aspetto e il carattere burbero. L’amore è reciproco, e i due stanno per sposarsi, quando Jane scopre che questo matrimonio sarebbe un abominio: il suo futuro marito è già sposato, anche se sua moglie è pazza ed è rinchiusa nella soffitta della casa. La rettitudine morale di Jane non le consente di scendere a compromessi, ed ella si trova costretta a rifuggire dal suo amore. Dopo un breve periodo di stenti, Jane riprende in mano la propria vita, seguendo le proprie convinzioni senza lasciarsi sviare, ed alla fine è proprio la sua rettitudine morale e le sue convinzioni che le regalano la felicità che ha tanto desiderato.
Jane ha una marcia in più rispetto ad altre eroine, non resta passiva ma lotta per la sua libertà, il suo amore e non scende a compromessi con la sua coscienza. E’ proprio così che raggiunge quello che vuole, non è una donna immune alle tentazioni e alle emozioni, ma è così forte da fare le sue scelte e attenersi ad esse anche se ne soffre terribilmente.
Ci si potrebbe dilungare anche sugli altri personaggi, Mr. Rochester per primo, che saremmo tentati di odiare, ma che invece si rapporta in un modo comunque premuroso nei confronti della moglie pazza (ricordiamoci che in questo periodo non esistevano professionisti in grado di trattare queste situazioni). Inoltre con Jane da burbero diventa dolcissimo, e quando le apre il suo cuore sembra davvero che se lo stia strappando dal petto. La ama talmente che la sola idea di perderla lo stordisce.
L’aspetto didascalico del romanzo è evidente, sia l’intransigenza di matrice calvinista (incarnata in un prete che Jane conosce dopo essere fuggita), e la licenziosità di costumi incarnata dalla “pazza nella soffitta” vengono indicati come fonte di male, dato che portano le persone a comportamenti ed atteggiamenti estremi. Anche il finale è indicativo, dato che oltre all’amore Jane conquista una posizione sociale ed il benessere economico che le sono sempre mancati.. chissà se la Brontë avrebbe raccontato la storia di questa ragazza se il finale non fosse stato di questo tipo..
Vale
Titolo: Jane Eyre
Autore: Charlotte Bronte
Edizione: Penguin Popular Classics
Pagine: 447
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