La donna in bianco
Scritto da Vale

Chi ama i gialli e i misteri amerà questo romanzo..e lo farà anche chi adora Jane Austen e le storie a lieto fine.
È una storia piena di colpi di scena, che ci tiene per tutto il tempo con il fiato sospeso e che è impossibile riassumere senza correre il rischio di rovinare il piacere della lettura a chi ancora non lo conosce. Già nelle prime pagine avviene l’incontro da cui prenderà avvio tutta la storia: Walter Hartright, un insegnante di disegno, incontra una donna vestita di bianco che sembra sperduta e disorientata, e si offre di accompagnarla in carrozza. Più tardi verrà a sapere che la donna si chiama Anne Caterick ed è fuggita da un manicomio, e questo incontro segnerà per sempre la sua vita. Questo primo fatto dà un tocco di mistero e stranezza ad un romanzo che poteva dare l’impressione del tipico romanzo vittoriano.
Walter sarà l’insegnante di disegno di due sorelle a Limmerige house,una casa signorile. Laura Fairlie e Marian Halcombe (sorelle da parte di madre) sviluppano un vero affetto per lui, e la bellissima Laura se ne innamora, dovendo però rinunciare a lui a causa delle convenzioni sociali, per sposare Sir Percival, scelto per lei da suo padre prima di morire. È in questo momento che ricompare la donna in bianco, con una lettera di avvertimento per Laura, in cui la mette in guardia sulla perfidia del futuro marito, invitandola a non sposarlo.
La somiglianza sconvolgente tra Anne Caterick e Laura Fairlie sarà al centro del mistero del libro, e al centro di un crudele complotto perfettamente architettato, costruito con intelligenza, logica ed un uso sapiente del tema del “doppio” che si innesca nelle differenze o somiglianze tra personaggi, nelle ambientazioni e atteggiamenti, creando quasi una divisione tra buoni e cattivi.
Nella prima parte del romanzo vediamo snodarsi il complotto e lottiamo mentalmente contro di esso, fino a che nostro malgrado il tutto si compie. La seconda parte è dedicata alle indagini di Walter e Marian, e al loro tentativo di portare a galla la verità. Tutto questo con lo sfondo della società vittoriana, che imponeva un codice di comportamento rigido, in particolare alle donne, impossibilitate ad agire come esseri indipendenti.
La tecnica narrativa è molto moderna, la storia viene scomposta in vari episodi e raccontata dalla voce di chi lo ha vissuto. Pagina dopo pagina si compongono i pezzi di un puzzle che solo alla fine ci daranno la visione complessiva. La molteplicità di punti di vista determina un continuo cambio di prospettiva, e nella narrazione si inseriscono lettere, deposizioni legali, diari, dialoghi, biglietti.
Ogni personaggio è caratterizzato in modo davvero sublime, ma quelli che più spiccano sono Marian Halcombe, una figura di donna energica, decisamente fuori dai canoni vittoriani, e il Conte Fosco, l’italiano, machiavellico amico di Percival, ambiguo, misterioso, intelligentissimo ed affascinante nonostante la sua esagerata grassezza. Bisogna rendere davvero merito all’autore per la sua abilità nel creare i personaggi, tutti con una personalità ed addirittura un modo di scrivere perfettamente realistico, e perchè riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, tanto che si vorrebbe la lettura non finisse così in fretta.
Vale
Titolo: The Woman in White
Autore: Wilkie Collins
Edizioni: Penguin Popular Classics, 1860
Pagine: 569
Titolo italiano: La donna in bianco, Wilkie Collins, Fazi Editore, 2009, 688 pagine.
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