Il piano infinito
Scritto da Vale

Il seguito lo conosci già, perché lo abbiamo vissuto assieme. La sera in cui ci siamo conosciuti mi chiedesti di raccontarti la mia vita. E’ lunga, ti ho avvertito. Non importa, ho molto tempo, hai detto, senza sapere in che pasticcio ti mettevi con questo piano infinito.
Tra tutti i libri della Allende credo che questo sia quello che mi è piaciuto meno. La lettura è sempre molto scorrevole ed agile, la storia facile da seguire. Ma la storia non mi ha particolarmente emozionata questa volta, e forse il fatto che il personaggio principale fosse un uomo non mi ha fatto provare quella vicinanza fisica e d’emozione che di solito mi rendono impossibile non identificarmi con i suoi personaggi.
Inoltre la Allende porta molto la sua vita personale nei suoi romanzi, ed avendone letti molti in cui la vita della sua famiglia diveniva parte della narrazione, mi è risultato naturale identificare il protagonista con suo marito, accorgendomi che è una sua biografia, e a scorgere negli altri personaggi amici e conoscenti che avevo già “incontrato” nelle pagine della scrittrice. Mi è sembrato quasi un già sentito, seppur al contrario, nel senso che cronologicamente questo libro viene prima.
Il romanzo narra la vita lunga e piena di Gregory Reeves, che trascorse la prima infanzia viaggiando in una carovana con la famiglia, una vita da nomade. Il padre, “Dottore in scienze divine” è un santone e predicatore che gira le città dell’America per diffondere la sua filosofia del piano infinito, una teoria che vorrebbe spiegare le origini, funzioni ed esistenza dell’universo: niente succede per caso e gli esseri umani devono avere coscienza del loro posto nel cosmo perché fanno parte di quel piano. Insieme a lui troviamo la madre, un essere che si è annullato per seguire quest’ultimo, la sorella di Gregory e Olga, un’amica di famiglia molto particolare che si rivela esserne un po’ l’elemento legante.
Questa prima parte della sua vita lo segna profondamente, lasciandogli per sempre la voglia di oltrepassare, andare oltre, cambiare, come se solo in un viaggio continuo potesse sentirsi davvero se stesso. La sua vita subisce dei cambiamenti non indifferenti quando il nomadismo è costretto a fermarsi a Los Angeles a causa della malattia del padre, e la famiglia viene aiutata dai Morales, che diventeranno per sempre il punto di riferimento affettivo di Gregory . Il ragazzo si ritrova emarginato, unico con la pelle bianca in un ghetto latino, a doversi difendere dalle continue aggressioni e a doversi guadagnare da vivere, con una madre che si estrania progressivamente dalla realtà per non vivere il disfacimento che la circonda. L’amicizia con Carmen Morales è ciò che più lo aiuta, e che lo sosterrà anche nella sua vita di adulto.
Crescendo prova a farsi una vita, una moglie, una carriera, ma per qualche motivo ogni volta tutto va a rotoli, quasi non riuscisse a cogliere i sottili equilibri della convivenza umana, sentendosi perennemente inadeguato. Il periodo storico di cambiamento vissuto all’università di Berkley, la guerra del Vietnam, la carriera di avvocato e rapporti personali che lo portano alla disperazione lo fanno arrivare ad un punto di non ritorno. Siamo noi a sceglierci le persone sbagliate come compagni, e siamo noi a doverci guadagnare la fiducia di chi davvero ci vuole bene.
Verrà a scoprirlo dopo anni di psicoterapia, che lo aiutano a mettere ordine nella sua vita e lo trasformano in una persona nuova, pronto ad accogliere l’amore che infatti arriva, nelle vesti della nostra cara scrittrice. Alla quale racconta tutta la sua vita, dando a noi uno spaccato della storia americana recente e delle sue mille contraddizioni.
Ciao da Vale
Titolo: Il piano infinito
Autore: Isabel Allende
Edizione economica Feltrinelli, 2003
Pagine 328
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