La donna commestibile
Scritto da Vale

Marian è una ragazza normale. Forse anche troppo. Ma in questa sua normalità comincia a non sentirsi a suo agio..
..e nonostante l’immagine che vuole dare di sé si ritrova a commentare in modo tagliente le vite altrui e le persone che la circondano.
Peter, Il suo sobrio fidanzato, sembra aver già deciso tutto, è il tipo di uomo con cui si può già prevedere una tranquilla e noiosa vita borghese, perfetta in tutte le sue sfaccettature. Nel corso del romanzo si ha l’impressione che Marian stia osservando la sua vita dall’esterno, cercando di capire cos’è che la fa sentire così a disagio, fuori luogo…e che un poco alla volta le impedisce di mangiare la carne e tutto ciò che prima adorava.
Poco alla volta il suo mondo non è più sensato, strutturato, ma i contorni divengono sfocati. Il punto di vista narrativo sposta dalla prima alla terza persona, accentuando la separazione di Marion dalla realtà. Il libro esplora a fondo gli stereotipi di genere, con i personaggi che vi si attengono come Peter o Lucy, o quelli che li sfidano e li ribaltano, come Ainsley o Duncan. Ad Ainsley, la coinquilina di Marian, non interessa quello che la gente pensa di lei, decide per se a prescindere dai condizionamenti esterni, anche quando le decisioni sono totalmente folli.
Duncan rappresenta nel libro la sregolatezza, il rifiuto dell’esistenza del mondo esterno e del volersi prendere qualunque tipo di impegno. Lui è la stranezza, la pazzia che nella vita di Marian manca. Duncan è una persona malata, a cui in realtà non importa nulla di lei, si usano a vicenda come se la vita che entrambi vivono avesse bisogno di una valvola di sfogo, un mondo nascosto che appartiene solo a loro, in parte irreale. Ma è proprio per questo che le apre gli occhi sulla sua mediocre realtà, facendole capire che in realtà non è quello che vuole.
Forse nessuno di esterno può arrivare a capire cosa c’è nel fondo di noi stessi, e per Marian è così, il fidanzamento è un po’ come una mascherata dove lei cerca di conformarsi a quello che le si richiede. Fino a che il suo stomaco non rifiuta anche una semplice carota, e in lei scatta qualcosa. Forse non le interessa così tanto di Peter, così pacato, bello, perfetto e normale da suscitarle riflessioni anche mentre fanno l’amore. I dialoghi interiori di Marian sono a volte assurdi e “nonsense”, si immagina situazioni create dalla sua fantasia e ci troviamo a chiederci cosa staranno pensando i suoi interlocutori mentre lei è persa in questi pensieri.
E una donna perfetta che Peter vuole,una bella statuina da mostrare agli amici mentre lui inscena la sua vita perfetta. E appena se ne rende conto Marian capisce che sta per essere fagocitata da un’immagine di se creata da qualcun altro. In quel momento riesce a decidere per se stessa e per la sua vita, e anche il suo stomaco torna ad essere affamato, in una scena che potremmo chiamare di “cannibalismo simbolico” (e non aggiungo altro per non rovinarvi il libro!).
Vale
Autore: Margaret Atwood
Titolo: The edible woman
Edizione: Virago,2009
Pagine: 354
ps. io ho letto l'edizione inglese, ma è facilmente reperibile anche quella italiana.
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