Che tu sia per me il coltello
Scritto da Vale

Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui scavo dentro me stesso.
Come mi è già successo in passato, la scrittura di Grossman mi fa entrare per tutta la durata della lettura nel suo tiepido mondo ovattato, tanto che vedo la realtà in modo diverso, e forse interpreto anche le cose che mi capitano in modo differente.
Il pretesto di questo libro è di per se assurdo. Perchè mai un uomo è spinto a scrivere una lettera ad una donna sconosciuta, solo per il fatto che lo ha colpito in mezzo ad un gruppo di altre persone? Da questa donna non vuole amore, non vuole nemmeno vederla nè incontrarla, ma creare con lei un mondo spirituale fatto delle loro lettere, e delle cose che vorranno dirsi nel periodo di tempo che si daranno, per incontrare l'anima di un'altra persona e toccarla davvero nel profondo.
Con enorme sorpresa di quest'uomo, commossa dal fatto che uno sconosciuto avesse notato una sua debolezza, gli risponde, da subito senza paura e senza nascondersi, scoprendo il suo cuore ad un perfetto sconosciuto, e il loro rapporto a mano a mano che prosegue il libro diventa quasi una seduta di psicanalisi, in cui entrambi affrontano i punti più oscuri della loro anima, e scoprono momenti dimenticati e cancellati della vita. Sogni, immaginazione, fatti, rapporti, infanzia, tutto si mischia a creare l'immagine di due persone che non conoscendosi, arrivano a capirsi meglio di chiunque altro, quasi come se tramite la scrittura fosse più semplice, e come se dire certe cose ad uno sconoscuiuto fosse molto più facile che raccontarle alle persone che ci stanno intorno, comprese le cose che abbiamo paura di raccontare anche a noi stessi.
Ci sono scene davvero intense, e anche il modo in cui è composti il libro lo rende profondo e coinvolgente. Nella prima parte leggiamo solo dalle lettere che Yair scrive a Miriam. Da queste possiamo capire, intuire cosa lei gli risponde, ma a volte ci vengono dati solo degli accenni, e siamo noi a dover interpretare. Forse è proprio questo che rende questo libro coinvolgente in modo doloroso, perchè molte cose possono essere successe anche a noi, e a mano a mano che i due protagonisti si scavano dentro per arrivare al fondo, e poi risalire, ci sentiamo come se anche noi lettori lo dovessimo fare.
Myriàm altro non è che il nome ebraico Maria, e forse l'essere la madre per eccellenza ricollega la protagonista del libro ad altre riflessioni ancora più profonde. Questo e molti altri riferimenti biblici sparsi lungo tutto il testo danno modo di riflettere e vedere le cose sotto una luce diversa e personale.
Credo che ogni libro possa dare alle diverse persone che lo leggono sensazioni diverse. Mi piace pensare che ognuno di noi possa fare dei viaggi dentro se stesso, in compagnia dei libri, e per questo vi consiglio questo libro, e questo autore in generale.
Autore: David Grossman
Titolo: Che tu sia per me il coltello
pagine: 330
Edizione: Oscar Mondadori
