the golden notebook
Scritto da Vale

La struttura è alquanto complicata: un racconto diviso in cinque parti che fa da filo conduttore, raccontando di Anna, una scrittrice in preda al blocco dello scrittore, e la sua amica Molly. Due amiche, comuniste, cresciute negli anni ‘40 e ‘50, con la convinzione che il mondo si potesse cambiare con l’anticonformismo e che si potesse essere felici senza la vita regolare in cui era vissuta la generazione precedente. Si ritrovano invece sole ma indipendenti, con dei figli ma colme di esperienze di vita e spirituali che le hanno rese disilluse e tristi per i sogni irrealizzabili e le speranze disattese.
Tra una parte e l’altra del racconto, i diari di Anna, tematici, divisi come è scissa la sua personalità, vogliosa di recupero e guarigione: uno nero per raccontare la sua storia di scrittrice e i ricordi passati dell’Africa, ritagli di giornale che l’hanno colpita e le discussioni con editori e registi; cosa vuol dire essere scrittore, e cosa accade nella mente di uno scrittore quando crea. Uno rosso per le esperienze ed opinioni politiche, la storia e le contraddizioni del Comunismo e del Partito comunista in Europa e in Russia. Uno giallo, dove le emozioni diventano racconti o personaggi per altre storie, e uno blu, dove racconta eventi quotidiani.
La sintesi e soluzione della crisi di Anna la troverà lei stessa, per colpa o grazie ad un uomo problematico, che le fa intuire quanto anche lei sia a rischio pazzia. Comincia a ritrovare se stessa abbandonando i diversi quaderni, e raccontando tutta se stessa in un nuovo quaderno dorato.
Un libro fantastico, non tanto dal punto di vista della trama o di quello che si può imparare sulla guerra, sull’Africa, sulle notizie di quegli anni, sulle donne indipendenti, sul comunismo, sulla malattia mentale, sulla psicanalisi, sull’amore e sull’essere madre. È un libro fantastico perché fa pensare e riflettere, o almeno questo è l’effetto che ha dato a me, come se ogni frase potesse farmi pensare a qualcosa a cui ancora non avevo pensato, o farmelo vedere in una luce nuova, guardare le cose che ho vissuto in profondità.
L’amore e il senso dello stare insieme, la vita come un flusso dove le esperienze passate, tutte, ci compongono in modi che davvero non potevamo immaginare. Il potere delle parole e nello stesso tempo la loro impossibilità di esprimere appieno i nostri sentimenti e le esperienze che viviamo, perché interrompere il flusso dei pensieri e tentare di fissarlo sulla carta con le parole è davvero difficile.
È difficile rendere in così poche righe tutto quello che ho provato nel corso della lettura, dunque vi consiglio semplicemente di leggerlo, e spero che anche per voi l’impatto sia così bello come lo è stato per me.
Vale
Titolo: The Golden Notebook
Autore: Doris Lessing
Edizione: Harper Perennial, London, 2007 (prima edizione Penguin 1964)
Pagine: 576
- 10/02/2010 14:15 - la zia marchesa
- 17/12/2009 12:31 - Lolita
- 02/12/2009 15:10 - Tracy Chevalier, un'autrice da scoprire..
- 19/11/2009 10:23 - Nel legno e nella pietra
- 05/09/2009 11:26 - L'incantatrice di Firenze

Commenti
Ma esiste una versione in italiano?
Ottima recensione
Metto i riferimenti dell'edizione italiana, sicuramente ce ne sono altre, ma questa è abbastanza recente:
Il taccuino d'oro, Doris Lessing, Universale Economica Feltrinelli, 2000, 728 pag. Traduzione di Serini M.
Magari così ti vien voglia di leggerlo..