L'incantatrice di Firenze
Scritto da Vale

Un viaggiatore con una misteriosa storia da raccontare, un imperatore di un regno potentissimo, una regina invisibile evocata dalla sua fantasia.. una donna dai poteri straordinari capaci di attraversare spazi e tempi distantissimi..un eroe Mogor alla corte fiorentina dei Medici.
Rushdie riesce sempre a trasportare i lettori in un mondo visionario e caotico, in cui le citazioni letterarie e religiose si mescolano con il profano, e l’immaginario del lettore si riempie di fatti e visioni che non pensava possibili. In questo libro in particolare il mondo orientale viene raccontato molto anche dal punto di vista sessuale. Lui stesso, intervistato da Fazio, ha puntualizzato che si parla molto di sesso nel libro, perché è qualcosa di bellissimo, fa parte della vita di tutti, e in questo caso era utile anche a descrivere un’epoca.
La storia del viaggiatore misterioso sembra legare due destini tanto diversi quanto lo sono quello della corte di Akbar il Grande, una delle più fiorenti dell’Asia, e la Firenze da cui proviene. Dopo poche pagine già ci si confonde tra realtà e immaginazione, finzione e sogno, come se ognuna di queste componenti si completasse nelle altre. L’invenzione si mescola però ad una minuziosa documentazione storica, e diventano protagonisti Macchiavelli, i primi viaggiatori come Vespucci, alla ricerca di un mondo nuovo, la famiglia Medici..e Qara Koz,principessa che sconvolgerà il cuore di molti uomini e della corte fiorentina. Per scoprire se e in che modo il destino di un’antica dinastia orientale è legato a quello di un ragazzo biondo dai vestiti sgargianti bisognerà arrivare alla fine del libro.
L'ho trovato un bel libro, ben scritto, in particolare mi è piaciuto l’intreccio tra l’invenzione e i personaggi storici realmente esistiti, a cui l’autore è davvero riuscito a dare una grande umanità. Forse però questo vortice di colori, profumi e fantasia non mi ha del tutto coinvolta, mi è sembrato quasi esagerato. Ritengo Rushdie un bravissimo scrittore, ed altri suoi libri (come “I versi satanici”) mi sono piaciuti molto. Potremmo definire questo libro come un giallo letterario, che si schiude a poco a poco davanti agli occhi del lettore, un libro ben congeniato e studiato, ma forse un po’ troppo “calibrato”, e per questo non è riuscito a prendermi al cuore.
Autore: Salman Rushdie
Traduzione di Vincenzo Mantovani
Titolo: L’incantatrice di Firenze
Casa Editrice: Mondadori
364 pagine
Vale
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